2013.01.21 Bressanone – Funivia della Plose, basta con tutte queste bugie!

PinocchioÈ proprio vero, viviamo in una provincia dalle mille contraddizioni!
Quando gli Altoatesini chiedono un centro commerciale ove poter fare acquisti risparmiando, gli amministratori politici, sia essi provinciali che cittadini, rispondono un secco no. “Pretendete troppa modernità. La nostra è una provincia che vive di turismo e gli ospiti vogliono che vengano rispettati i paesaggi e le tradizioni. Quindi dobbiamo salvaguardare il passato. Un passato fatto di piccoli negozi caratteristici.”
Quando però vi sono in ballo grandi capitali e le persone “che contano” hanno fatto o vogliono fare considerevoli investimenti, allora chi non è favorevole ai loro progetti viene etichettato come persona limitata che riesce a ragionare solo “al passato” invece di guardare al futuro, sacrificando anche il paesaggio per proiettare la nostra provincia o la nostra città in quello che un inevitabile futuro!
Insomma quando fa comodo a qualcuno si deve guardare al passato e salvaguardare il territorio, quando viceversa, quel qualcuno ha da guadagnarci allora il futuro non è mai troppo anteriore e non solo bisogna stare al passo con i tempi, a discapito anche del territorio, ma non si è mai troppo proiettati al futuro.
Insomma se a quel qualcuno vogliamo dare un nome, anche il più stolto non capirebbe che provincia e amministrazioni cittadine siano sotto scacco quotidiano da albergatori e commercianti, quelli che hanno i soldi, quelli che comandano.
Il caso della Funivia della Plose ne è proprio l’esempio più eclatante.
Dal primo giorno in cui si è iniziato a parlare della necessità di un collegamento tra Bressanone e la montagna cittadina, gli abitanti della città vescovile hanno sentito una quantità tale di bugie e si sono sentiti presi in giro un numero tale di volte, che hanno cominciato a diffidare sempre più della politica e ad organizzarsi in comitati atti a far valere le proprie ragioni e alla raccolta firme contro un progetto tanto imposto quanto discutibile.
Ad essere messo in discussione non è tanto il collegamento alla zona sciistica, quanto la locazione della partenza.
Gli amministratori provinciali e quelli facenti parte della giunta comunale (SVP, PD e i Verdi) hanno finto di prendere in esame la possibilità di far partire la funivia da diversi siti dislocati in città, ma in realtà, e questo è traspirato anche da ogni incontro pubblico con la cittadinanza, hanno fortemente voluto la partenza dall’areale della stazione FS, creando criteri ad hoc per scartare via, via gli altri siti e per incrementare il punteggio di quello che agli occhi di chi non ci guadagna economicamente, i cittadini, sembra il sito più sbagliato.
Se dai giornali apprendiamo di un nuovo comitato, questa volta a favore della partenza della funivia della Plose dalla stazione FS, guarda caso a costituirlo sono albergatori, commercianti e politici SVP, che sancisce nove punti a favore della partenza da tale loco.
Qualsiasi cittadino, uno di quelli che ha la facoltà di pensare e non di credere alla lettera a quello che dall’alto gli viene imposto, potrebbe rispondere, non con nove, ma con centinaia di motivi o argomentazioni contro la scelta di tale sito.
In effetti tale locazione è la più lontana dalla montagna, la più costosa, quella di maggior impatto ambientale, quella che richiede una tecnica costruttiva molto dispendiosa e particolare per dover sorvolare la città, che mai si sposerà con quella già esistente, permettendo di raggiungere la stazione a monte direttamente dalla città, ma necessitando sempre di dover scendere al parcheggio di Sant Andrea e dover prendere la cabinovia esistente. Cosa che per esempio una cabinovia partente da Millan, direttamente sul fondo della montagna e senza la necessità del sorvolo di tutta la città, quindi costruita con tecniche più economiche ed affini a quelle esistenti, potrebbe garantire senza dover scendere e cambiare a metà percorso.
Fa un po’ sorridere che non appena ultimata la tangenziale che avrebbe dovuto togliere il traffico dalla città, dico avrebbe, perché così come è stata congegnata soprattutto l’ingresso a nord, quasi nascosto, nei fatti, di traffico non è che ne levi poi molto, ma insomma non appena ultimata la tangenziale, si vadano a scartare luoghi attigui alla nuova via stradale, tentando di riportare il traffico verso il centro. Soprattutto in una via ove la grandezza delle strade e la difficile raggiungibilità e la carenza di parcheggio si fanno già sentire ora, figuriamoci ad opera ultimata.
Poi perché andare a scegliere la soluzione che obbliga il sorvolo di numerose abitazioni, perché andare a rendere difficile la vita di numerosi nostri concittadini o a svalutare il valore delle loro abitazioni quando vi sono luoghi di partenza assai meno invasivi?!

Un capitolo a parte merita anche il referendum.
Come ho detto anche al nostro sindaco, mai potrei accettare una formulazione, così come la maggioranza propone, del quesito referendario.
Chiedere ai cittadini di scegliere tra il non volere la funivia o di volerla partente dalla stazione, mi sembra un ricatto.
Le domande dovrebbero essere due, la prima che chieda la volontà o meno di avere un collegamento funiviario tra Bressanone e la Plose e la seconda che dia la possibilità di scegliere almeno tra due siti.

Anche il modus operandi degli Ecosociali è alquanto votato, come sempre del resto, unicamente al mantenimento della poltrona più che al rispetto dell’ambiente.
I nostri Verdi che, nonostante qualche tenero mugugno di facciata, sono sempre d’accordo con il resto della giunta anche quando si tratta di deturpare in maniera così drastica l’aspetto di città e montagna?!

In fine due parole le voglio spendere anche su chi la montagna l’amministra.
Siamo stufi di continui ricatti ed inutili allarmismi!
“Senza la partenza dalla stazione la Plose fallirà!” ” Se non si partirà dall’areale FS, trecento persone perderanno il posto di lavoro.”
Innanzitutto se la Plose fallirà e se non versa in  buone condizioni, chi l’amministra potrebbe iniziare a farsi qualche domanda sulle proprie capacità manageriali, anche perché con un grosso bacino d’utenza come quello che ha intorno è l’unico complesso sciistico ad essere in crisi.
Noi cittadini in un periodo di recessione come questo, più che contribuire ogni anno, pagando un salasso per fare uno stagionale, sempre più oneroso, ad ogni componente della famiglia non possiamo fare.
Il resto se lo dovrebbero conquistare con le loro capacità non chiedendo ancora sacrifici ai cittadini.

Massimo Bessone

Consigliere Comunale Lega Nord e PDL di Bressanone
Coordinatore Lega Nord Valli Isarco e Pusteria

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Chi vota Lega Nord non è uno che odia, è uno che ama. Ama il rispetto, delle cose, delle leggi, il reciproco rispetto delle persone! Massimo Bessone - Coordinatore Lega Nord Valli Isarco e Pusteria Vice presidente del Consiglio Comunale di Bressanone
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