2014.08.28 Bressanone – Ghetto di Milland – Razzismo all’incontrario.

2014 immagine creata e pubblicata su facebook dal Ghetto Milland rappresenta il caseggiato avvolto nel sangueUna volta quando si parlava di razzismo o di una difficoltà d’integrazione ci si riferiva ad episodi discriminanti che vedevano come protagonisti gli autoctoni, Italiani o Tedeschi, verso persone straniere, arrivate nel nostro Paese, nella nostra città.

Con il passare del tempo però e con l’arrivo di grandi masse provenienti da Paesi più poveri, le condizioni sono cambiate e si sono verificati anche casi ove, in determinate realtà, l’emarginato, quello ad essere in minoranza non è lo straniero, ma l’autoctono e l’esperienza ci ha insegnato che a non voler essere integrato spesso è proprio lo straniero, soprattutto quando fa parte di comunità ragguardevoli di suoi connazionali.

Attualmente le cronache mondiali ci parlano con insistenza dell’operato dell’ISIS, della caccia ai Cristiani e della ricerca, da parte del mondo Islamico, dell’unione in califfati e di guerre che hanno come minimo comune denominatore l’estremismo religioso.

Anche in Europa ed in Italia abbiamo avuto episodi, sempre più frequenti, nei quali intere comunità di stranieri si coalizzavano, a volte per far valere i propri diritti, altre che per imporre il loro volere nei riguardi di persone autoctone.

Anche l’operazione “Mare Nostrum” permettendo l’arrivo in Italia di masse enormi di stranieri ha alterato il clima geopolitico di tante piccole realtà ove si è reso necessario l’arrivo di ingenti quantità di migranti.

Anche l’Alto Adige non è nuovo a fatti di cronaca che hanno visto i nuovi arrivati coalizzarsi contro gli autoctoni.

Già nel 2010, ad esempio, io stesso ero intervenuto a Bressanone, comune ove risiedo e ricopro la carica di Consigliere Comunale per portare alla luce episodi di degrado e micro criminalità accaduti nell’enorme caseggiato IPES sito a Milland, in Via Wolkenstein, il “ Ghetto di Milland ” come lo chiamano non solo i Brissinesi, ma anche il nostro sindaco ed ex presidente dell’IPES Albert Pürgstaller, forse ora conscio dell’errore da lui commesso nell’ammassare troppe famiglie di stranieri ed ex nomadi provenienti dal campo Sinti, ove era accampati in roulotte.

Insomma cittadini, Italiani e Tedeschi, che vivono in un contesto di forte disagio sociale derivato dal coabitare, in una situazione di schiacciante minoranza, in un edificio con una nutrita molteplicità di etnie, spesso in contrasto tra loro.

Gli autoctoni che lì risiedono già da decenni, ci parlano, ancor oggi, di difficoltà di integrazione, di frequenti liti, di assenza di regole, di paura, di mancato rispetto di condizioni igienico sanitarie, di assurdi sprechi di risorse messe a disposizione dal comune e dall’IPES.

Luci che rimangono accese giorno e notte, grida e schiamazzi ad ogni ora, continui interventi di forze dell’ordine per sedare risse, rifiuti mal odoranti depositati in aree private o comuni, rigagnoli di urine sui muri perimetrali della casa e tanto altro.

In pratica una condizione davvero triste, per usare un eufemismo, nella quale i nostri concittadini sono costretti non a vivere, ma a sopravvivere.

Tra l’altro i nostri concittadini hanno escogitato tanti escamotage, dettati dalla disperazione e dalla preoccupazione per il futuro, che gli hanno portati a richiedere all’IPES di potersi trasferire in altre strutture.

Così facendo, gli autoctoni vengono sempre più a mancare e gli stranieri prendono via, via possesso della struttura.

A testimonianza che qualcosa non va, già da tempo sulla rete è comparso anche un video musicale di un sedicente gruppo musicale, denominato proprio “Ghetto Milland”, che vi invito a guardare. http://youtu.be/aJsfqPEwpAQ

Il video, di discreta qualità musicale, ma ricco di sproloqui contro gli autoctoni e le etnie, diverse da quelle dei cantanti, che nel ghetto risiedono.

Il video era stato fatto oggetto anche di un’interrogazione provinciale dei Freiheitlichen a maggio di quest’anno, proprio perché considerato offensivo per gli indigeni.

Ovviamente quattro ragazzini con le loro minacce ed i loro discreti ritmi musicali non spaventano, ma il tutto è indice di un malessere nel quartiere e di un disagio sociale degli stessi.

Lo stesso video è presente già da molto tempo sulla rete ed è stato visto da numerose persone, più di 23000, un numero più alto di quello dei residenti di Bressanone, e questo non è una buona pubblicità per la città vescovile, ne per il popoloso quartiere di Milland, e, come torno a puntualizzare, quello che più preoccupa è il disagio sociale.

Come sempre, sarà mio compito, dunque, non mollare la presa e tenere sempre alta l’attenzione affinché i nostri concittadini non si sentano abbandonati dalle istituzioni e si debbano fare giustizia da soli, nella speranza che questa sorta di razzismo all’incontrario ove i Brissinesi, per poter sopravvivere, si debbano integrare a questo mal costume, abbia a finire.

Massimo Bessone

Consigliere Comunale Lega Nord Bressanone

Coordinatore Lega Nord Valli Isarco e Pusteria

2010.08.31 Ghetto di Millan (2)

 

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Chi vota Lega Nord non è uno che odia, è uno che ama. Ama il rispetto, delle cose, delle leggi, il reciproco rispetto delle persone! Massimo Bessone - Coordinatore Lega Nord Valli Isarco e Pusteria Vice presidente del Consiglio Comunale di Bressanone
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