2016.05.12 Bressanone e Alto Adige – La cattiva gestione degli alloggi del demanio militare.

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Alloggi del demanio militare abbandonati in Italia.

A Bressanone, la notizia dell’altro giorno, quando uno straniero ha occupato illegalmente un alloggio militare sfitto, ha lasciato basiti molti cittadini.

Ed allora va da sé che quel che è accaduto debba far riflettere su più aspetti, ma che il fatto scoperchiasse anche una pentola dal contenuto interessante è assai inaspettato.

A Bressanone sembrerebbe che, a fronte di una grande richiesta di case, vi siano più di una quindicina di alloggi di proprietà del demanio militare tutt’ora sfitti.

Questo a causa di una legge fatta ad hoc per la zona di Roma, ove a fronte di innumerevoli militari in servizio in cerca di alloggio, vi sono decine e decine di appartamenti occupati da figli, nipoti e parenti di soldati ormai deceduti.

Allora ecco una regola che impone, ogni otto anni di fruizione di un appartamento da parte di un militare, una rivalutazione delle graduatorie di titolo per l’occupazione dello stesso che comporta, di volta in volta, un aggravio economico che sovente fa preferire ai militari di rivolgersi al libero mercato, ove spesso, per un affitto, si paga addirittura meno. Questo accade anche per i militari che si recano in pensione, spesso costretti a liberare l’immobile del demanio, dopo anni di servizio allo stato.

E, se a Roma l’idea potrebbe avere un senso, cosa accade invece in Alto Adige? Decine e decine di alloggi militari rimangono sfitti, anche perché il demanio prima di riassegnarli deve compiere delle opere di risanamento, che nonostante comportino spese nell’ordine anche di poche migliaia di euro, non vengono effettuate per mancanza di denaro e politiche non del tutto intelligenti. In effetti, è vero che vi sono dei costi per risanare gli alloggi, ma in un solo anno di entrate d’affitto si ripagherebbero ampiamente le spese e non si lascerebbero alloggi abbandonati alle incuria del tempo. Ancor meglio, dopo tanti anni di fruizione, perché non dare la possibilità ai militari di comperarseli? Verrebbe garantito così anche il risanamento di edifici e parti comuni a spese dei privati.

Questo è ancora più assurdo in una provincia come quella di Bolzano, in città come Bressanone, ove i militari sono sempre meno e quelli che ci sono, sono costretti a rivolgersi sempre più al libero mercato.

Decine di alloggi, dunque, che producono un grave danno all’erario e che, proprio perché di proprietà del demanio militare non vengono assegnati a polizia e carabinieri in cerca, a loro volta, di alloggi.

Già perché l’Italia è quel Paese che manda al Brennero poliziotti e carabinieri, mal equipaggiati, a prendere botte da Black Bloc e centri sociali, ma si dimentica di loro nel momento di agevolarli, nel momento di fare i propri interessi. Ci pare allora ridicolo l’accordo tra provincia di Bolzano e demanio militare di qualche anno fa, che sanciva un passaggio di tutte le aree dismesse dall’esercito alla provincia che in cambio avrebbe dovuto costruire nuovi alloggi militari. Così nuove abitazioni arriveranno a fronte di tante altre sfitte, e tra quindici vent’anni, anche per queste si porranno gli stessi problemi.

Forse si sarebbe dovuto imporre alla provincia, non di costruire, ma di impegnarsi a fare la manutenzione per trenta – quarant’anni ad edifici ed alloggi sfitti già esistenti.

A Bressanone, a quanto ci è stato riferito da militari, ci sono già quindici – venti alloggi vuoti, abbandonati all’incuria del tempo e per contro, verranno costruiti più di trenta alloggi nell’area della ex caserma Schenoni.

Perché?!

Tra otto – dieci anni avremo interi palazzi semi abbandonati nelle nostre città. Ed allora tutt’al più, verranno requisiti dalla provincia per assegnarli a profughi e famiglie di immigrati, andando a creare altri ghetti nelle città e cambiando radicalmente la vita dei militari che hanno scelto di restare.

Perché viviamo in Italia, lo stato che si interessa dei clandestini, ma se ne frega della propria gente, dei servitori della Patria, e quel che è peggio, dei propri interessi economici.

Massimo Bessone

Consigliere Comunale della Lega Nord di Bressanone

Coordinatore Lega Nord Valli Isarco e Pusteria

Bressanone, 15 maggio 2016

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Informazioni su Lega Nord Brixen Bressanone

Chi vota Lega Nord non è uno che odia, è uno che ama. Ama il rispetto, delle cose, delle leggi, il reciproco rispetto delle persone! Massimo Bessone - Coordinatore Lega Nord Valli Isarco e Pusteria Vice presidente del Consiglio Comunale di Bressanone
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